anteprima

Ben trovati sul mio sito (mamma saura, era da tempo che non pubblicavo qualcosa), probabilmente sarete incappati qua a seguito del mio ultimo video in merito al VR e alla Motion Sickness (da qui in poi la chiameremo Cinetosi). Se siete finiti prima sul sito, senza passare per il canale YouTube, vi lascio incorporato il video qua sotto.

Ma veniamo dunque di fare un piccolo approfondimento. I motivi che spingono il cervello ad attivare lo stato di cinetosi, e le meccaniche precise, non sono ancora state del tutto chiarite. Possiamo solo parlare di ciò che sappiamo e riprendere le teorie più accreditate del perché esiste questo fenomeno: vi è il modello che vede tale riflesso come meccanismo di difesa nel caso si ingerisca un alimento tossico (poiché la cinetosi ha come sintomi la nausea), mentre alcuni propendono al riflesso oculo-cardiaco.

Come detto nel video, i responsabili che danno il segnale di movimento sono le Cellule ciliate, cellule dalla forma allungata dotate di ciglia in grado di piegarsi in funzione al movimento di un fluido, detto Endolinfa, ed in base alla direzione in cui si piegano inviano un determinato messaggio. Ma come può il piegamento da solo determinare il senso di movimento? Semplice: non può. Non sono le cilia da sole, nel piegarsi, a dare il segnale: quest’azione non è altro che il sistema con cui vengono attivate/deattivate alcune strutture presenti a livello della membrana che, in base al piegamento della cellula ciliata, assumono diverse conformazioni (nel video lo avevo accennato di sfuggita). Queste strutture sono dei particolari canali ionici che si aprono (“attivano”) solo per trazione meccanica, differendo da altri tipi di canali che si aprono in presenza di uno specifico valore di Potenziale di membrana (ad un determinato voltaggio, detto in soldoni). L’entrata viene ostruita, o chiusa, da una protuberanza che è in collegamento con un’altra cilia e quando flettono in una direzione tirano letteralmente questa protuberanza, costringendola a dare via libera agli ioni che possono finalmente entrare nella cellula (attraversando le cilia) e cambiando il potenziale di membrana, con conseguente formazione di un segnale elettrico da uno meccanico (trasduzione).

Tratta dal sito della APS (American Physiological Society).
Tratta dal sito della APS (American Physiological Society).

L'apertura dei canali innesca un passaggio di ioni che vanno a cambiare il Potenziale di membrana della cellula, che si ripercuote lungo il resto della membrana fino a raggiungere i centri deputati all'invio del segnale ai neuroni che porteranno il messaggio al cervello per l'elaborazione.

Nel video ho accennato al fatto che, nonostante sia così “scarno” di elementi per la trasduzione, le cellule sono in grado di variare il messaggio in base alla direzione in cui si piegano. Per capire un po’ meglio, ragioneremo insieme in base a quanto avete letto poco fa.

frequenza_alta frequenza_bassa

Le proteine canali si aprono solo quando le cilia, nel piegarsi, tirano la protuberanza (tramite tip links), aprendo di conseguenza il canale. Questo, però, solo se la direzione consente la trazione. Nel caso contrario, il collegamento tra la proteina e la cilia si rilassa, senza dare la possibilità di aprire il canale. Pertanto, come spiegato, abbiamo 3 principali tipologie di frequenze che codificano per un segnale: nella direzione in cui abbiamo i canali aperti, le frequenze saranno maggiori; nella direzione in cui i collegamenti si rilassano, le frequenze saranno nulle o quasi assenti; abbiamo poi la terza tipologia, dove le cilia non vengono piegate ed abbiamo frequenze intermedie alle prime due.

Il  principale responsabile al piegamento delle cilia è l’Endolinfa: quando muoviamo il capo, ad esempio a sinistra, l’Endolinfa si sposta per inerzia nella direzione opposta, segnalando pertanto il movimento verso sinistra; nel caso in cui ci spostiamo all’indietro, lo strato gelatinoso si sposta per inerzia in avanti, piegando le cilia che segnalano che ci stiamo spostando all’indietro.

Passiamo ora alle strutture dell’orecchio interno deputate ai movimenti spaziali:

  • Sacculo e Utricolo: queste strutture rilevano l’accelerazione lineare, il primo su piano verticale (su/giù), il secondo su piano frontale (destra/sinistra, avani/indietro).
  • Canali semicircolari: queste strutture rilevano il movimento angolare, ovvero quando alziamo o abbassiamo il capo, o lo incliniamo a sinistra o a destra.

Con queste due strutture, il cervello riceve i segnali sui movimenti del corpo, in coordinazione con quanto riceve dal sistema visivo.

Ricerca e sviluppo: è possibile salvare il VR dai conati?

Forse si. Come accennato nel video, due ricercatori hanno evidenziato come riducendo dinamicamente il campo visivo (e non l'immagine) mentre si è in movimento, la sensazione di disagio si riduce (articolo con video). Tuttavia, è da sottolineare come tale stratagemma per adesso sia stato sviluppato su HTC Vive e non per altre periferiche come il Playstation VR, ma ciò non significherà necessariamente che sarà una esclusiva per il primo (Sony può sempre implementarlo oppure trovare un accordo per poterlo sfruttare per il suo visore).

Spero vivamente che questa volta risolvano il problema, poiché, vedendo che la situazione si sta dirigendo anche verso il lato educativo/divulgativo, potrebbe aprire orizzonti non indifferenti nell'ambito dell'istruzione (che bello sarebbe trovare delle postazioni nei musei per vedere nel dettaglio piante, animali e fossili?).

ASMRanteprima

Quest'oggi vorrei parlare di un argomento diverso dal Debunking, iniziando dunque a scrivere qualcosa che rientri nella divulgazione scientifica.

Stavo vedendo l'undicesimo episodio di RWBY Chibi e in questo mi si para davanti un fenomeno che non conoscevo ancora (e di cui ignoravo completamente la portata che sta avendo): Juane introduce la sua Gag parlando sottovoce davanti un microfono con l'intendo di registrare un video di A.S.M.R. Pensando che fosse uno dei tanti acronimi della serie (es. RWBY = Ruby, White, Blake e Yang, i nomi delle protagoniste) non ci ho fatto caso, fino a quando non ha spiegato che l'ASMR è "un modo per avere quel simpatico formicolio dietro il collo, come quando vi fate tagliare i capelli o quando quella ragazza speciale dice "Ciao!" nel corridoio." [cit.] Spero di averla tradotta bene, sennò... Ditemi che la correggo.

A.S.M.R. - Autonomous Sensory Meridian Response

C'è chi li ricerca per il proprio relax, altri per il piacere che provoca. Sta di fatto che ci troviamo di fronte ad un fenomeno che ha suscitato l'interesse di scienziati, come il neurologo Steven Novella, e di riviste come il Time, che ne dedica un articolo nel 2013.

Novella ne parlò nel suo blog, NeuroLogica blog, nel quale spiega come questo fenomeno possa venir innescato da una varietà di sensazioni strane, riportando un elenco dal sito ASMR-Research&Support, che include:

  • la visione di video a scopo educativi o istruttivi (pertanto, guardate i miei video e quelli dei miei colleghi, vi rilasserete!);
  • sperimentare reazioni altamente empatiche o simpatetiche ad un dato evento;
  • godere di un'opera d'arte;
  • l'osservare un'altra persona compiere diligentemente il proprio compito;
  • la vicinanza e le attenzioni personali da parte di un'altra persona;
  • il taglio dei capelli e/o il farsi toccare la testa da un'altra persona.

Il tutto accompagnato dalla lenta voce del creatore, tenuta opportunamente a toni bassi, in pratica sussurrando di fronte al microfono. Come precisa Novella, questo insieme di fattori potrebbe non essere univoco, in quanto c'è chi non reagisce e c'è chi reagisce con altri stimoli. Questo perché i nostri cervelli non sono delle copie identiche, ma ognuno si sviluppa a seconda dei diversi contesti socio-culturali (in pratica, ciò che piace a uno può anche non piacere all'altro e questa neurodiversità la ritroviamo anche nei gusti cinematografici, musicali, culinari etc...) ed è per questo che non a tutti piacciono i video ASMR (o tutta la rosa di suoni proposti dai creatori di contenuto su YouTube, che vanno dallo strofinarsi delicatamente le dita davanti al microfono al colare preparato per budino su orecchie di silicone). Infine, Novella suggerisce una attenta ricerca del fenomeno per mezzo di risonanza magnetica e stimolazione magnetica transcranica.

Lo studio

Nell'8 Gennaio di quest'anno (2016), il giornale The Guardian riporta nel suo articolo l'unico studio condotto fin'ora sul fenomeno, terminato nel 2014 e pubblicato nel 2015 sul PeerJ e liberamente accessibile qua. Condotto dalla dr.ssa Emma Barratt (laureata alla Swansea University, Galles) e dal dr. Nick Davis, ha avuto l'aiuto di 475 volontari (dai 18 ai 54 anni, età media = 24.7 anni, dev. st. = 7 anni) che hanno partecipato attraverso un questionario online (domande e testi consultabili qua). Ai partecipanti è stato chiesto di identificare cosa potesse scatenare in loro il fenomeno e a chi si manifestasse il formicolio associato allo stesso fenomeno, abitudini (in che occasione vedono i video ASMR, quanti ne vedono in un'unica seduta e le condizioni che trovano ottimali per usufruirli), quali dei 9 possibili inneschi (trigger) di quelli elencati potesse scatenare il fenomeno, dove vengono visti, misura dello stato di flusso attraverso la Flow State Scale, una loro votazione personale (da 0 a 100) degli effetti sull'umore o sul dolore cronico.

Dai risultati si vede come gli inneschi più comuni siano il sussurrare (75%), l'attenzione verso lo spettatore (69%), i suoni nitidi (64%) e i movimenti lenti (53%). Appena il 34% ha riferito l'innesco guardando azioni ripetitive, mentre altri inneschi si sono rivelati molto meno frequenti (sorridere, rumore di aspirapolvere, la risata...), efficaci, a quanto sembra, sotto o attorno il 3% (sempre in riferimento al campione sotto esame).

Il 63% dei volontari ha dichiarato una origine statica del fenomeno, ovvero che inizia sempre dallo stesso punto per poi eventualmente diffondersi, mentre il restante 27% riferisce una comparsa non necessariamente localizzata o localizzata altrove più frequentemente. In base a questi risultati, è stata elaborata la seguente immagine che identifica la presunta zona di origine (almeno la più frequente).

1- origine della sensazione di formicolio 2- descrizione del movimento verso il basso, seguendo la linea delle vertebre; alcuni lo percepiscono anche alle spalle; 3- la sensazione può diffondersi in altre aree con l'incremento dell'intensità, fino agli arti e la regione lombare. Fonte: PeerJ
1- origine della sensazione di formicolio
2- descrizione del movimento verso il basso, seguendo la linea delle vertebre; alcuni lo percepiscono anche alle spalle;
3- la sensazione può diffondersi in altre aree con l'incremento dell'intensità, fino agli arti e la regione lombare.
Fonte: PeerJ

Sono emersi, nello stesso studio, delle particolarità legate all'uso di farmaci: uno dei volontari ha dichiarato di non avvertire gli effetti ASMR durante il periodo di somministrazione di antidepressivi e che una volta cessata l'assunzione hanno ripreso a riemergere, senza però dichiarare che farmaco prendesse; un secondo volontario notò un calo della percezione della sensazione ASMR tramite l'assunzione di pillole per il sonno; un altro ha dichiarato la riduzione della sensazione ASMR durante l'assunzione di Clonazemap; sei partecipanti, invece, non hanno riportato variazioni durante l'uso di farmaci e altri 103 sono incerti sulle variazioni.

A conti fatti, una buona parte dei volontari hanno dichiarato un miglioramento dell'umore, ma solo temporaneo e tra quelli consapevoli di ottenere ciò da questi video. Vengono registrati miglioramenti del dolore cronico, dovuto presumibilmente per il fenomeno del "mindfulness" (o "sati"), in genere ottenibile attraverso la meditazione o, in questo caso, la ricerca della sensazione piacevole e su questo i video ASMR (e dunque i loro creatori) tentato di ottenere dallo spettatore. Studi come "The clinical use of mindfulness meditation for the self-regulation of chronic pain" (1985) hanno dimostrato come il mindfulness possa essere usato per il miglioramento dell'umore dei pazienti.

Criticità

Passiamo ora ad alcune mie critiche personali inerenti al fenomeno. Riguardo allo studio, mi preme sottolineare non agli ideatori, ma a chi lo andrà a leggere, che il fine ultimo non è certo quello di spiegare completamente il fenomeno. Si tratta unicamente di un primo approccio sul fenomeno che potrà in futuro servire per altri studi necessari per comprenderne meglio le dinamiche ed è una cosa che hanno voluto precisare Barratt e Davis. Per adesso possiamo avere l'idea che l'ASMR possa trattarsi di un fenomeno riconducibile alla sinestesia, ma non necessariamente essere un sottotipo di quest'ultima. Sono ancora da chiarire quali aree del cervello vengono stimolate e con quale intensità: per dirvene una, clamrush afferma che il fenomeno è riconducibile alla nostra infanzia, probabilmente in età neonatale dove la percezione del mondo è fatta per lo più di suoni e odori, pertanto non è da escludere una possibile eccitazione dell'Ippocampo a riguardo. Per determinare dunque quali aree possano reagire, occorrerà fare come ha suggerito Novella e ricorrere ad analisi non invasive che monitorano le attività cerebrali.

Le mie personali criticità più forti vanno forse verso il lato commerciale: in analogia al mondo del Gaming (salvo eccezioni), troviamo un vero e proprio mercato di strumenti che, il più delle volte, vengono spacciati per prodotti destinati all'uso esclusivo dell'ASMR, quando poi possono benissimo trattarsi di articoli convenzionali (anche di buona qualità, per carità) a cui applicano la scritta "For ASMR" per rivenderli ad un prezzo maggiorato.  Insomma, una nuova mucca da mungere fino a che non darà esclusivamente polvere d'ossa.

Tuttavia, è ancora troppo presto per poter cestinare o elevare in via definitiva questo fenomeno: fino a che non verranno condotti studi più approfonditi che, per ironia, potrebbero anche aiutare di molto gli ASMR artist (come vengono definiti nel settore), sarebbe il caso di non specularci troppo. E sono proprio curioso di sapere cosa diranno i ricercatori in futuro.