Quando la mortificazione e l’imbarazzo danno spettacolo.

Ormai gira da diversi giorni il video della studentessa di medicina rimproverata al limite della mortificazione da parte del docente e con tanto di intervento della madre. La versione che troviamo ora nei diversi quotidiani online ha censurato il volto della ragazza, anche se diverso tempo dopo la pubblicazione dell'articolo e, in ogni caso, è possibile rimediare la versione originale dai diversi social. Troverete il video nell'articolo del TPI (versione censurata in seguito, troppo tardi a mio avviso).

Quel filmato ha così tante cose sbagliate che sarebbe impensabile mettersi a riordinare il tutto per costruire una discussione decente sull'accaduto. Mi limito a sottolineare, come riportato dal Leggo, che abbiamo a che fare con un illecito. Intendo la registrazione e diffusione online senza consenso di una sessione di esame, roba che alla mia Università mi avrebbero già cacciato con demerito e anche a ragione. O forse no, per certo non l'avrei passata liscia facilmente. Ad ogni modo, nelle ultime ore pare che i due abbiano appianato le divergenze, almeno stando al CasertaNews.

Quello su cui vorrei concentrarmi è la risposta che ha avuto il pubblico a questo video. Ci sono state le solite divisioni, a riprova che sono tanto care al nostro paese visto che i cittadini si ritrovano sotto nuove bandiere che potremmo chiamare #TeamProf e #TeamStudentessa. Cercando su Twitter troverete solo il primo e non riguarda ancora questa faccenda (per fortuna). Davvero, vi faccio i miei complimenti per come riuscite a perdervi in un bicchier d'acqua e poi domandarvi perché il paese va a rotoli. Ah, già, ci sono i complotti internazionali guidati da entità extraterrestri al servizio dell'unicorno rosa invisibile.

Nel mezzo di questi due possiamo trovare una zona grigia dove i personaggi rimarcano la bestialità espressa all'esame e che ha scatenato le ire degne del Quinto cerchio dell'Inferno dantesco da parte del professore. Peccato che ci manchi il pezzo prima, dalla domanda alla risposta effettiva della studentessa che avrebbe potuto aiutarci a contestualizzare meglio la vicenda, dandogli un peso differente. Ma no, al pubblico basta la scenata, quello spettacolo e quelle parole che fanno viaggiare la mente verso le parti più recondite ed oscure del nostro cervello, nel lato peggiore, fino ad arrivare al comando "Pure io la so questa cosa." Subito affianco al comando  "Questo lo avrei potuto dire/fare anche io."

In Venezuela (o Perù, a volte mi confondo) c'è un detto che tradotto viene così: "Salomone seduto, asino in piedi." Questa frase racchiude e descrive la classica scena di una interrogazione dove l'interpellato non sa dare una risposta corretta (o non la sa dare proprio), mentre chi sta comodamente seduto al banco (o in questo caso a casa) si sente Pico De Paperis e trova facile la risposta da dare. E questo descrive effettivamente quello che sta avvenendo sui social o sotto ai commenti dei vari articoli sui diversi giornali. E non mi stupirei di veder pubblicati nei prossimi giorni dei meme utilizzando questo fatto, magari per prendere in giro la studentessa ed usando per giunta la sua immagine non censurata. In quel caso complimenti, da questo momento siete ufficialmente dei cyber-bulli e potreste essere perseguibili a norma di legge. Ricordate: internet non è il Far West.

Certo, potrei essere d'accordo sul fatto che abbia detto una sciocchezza che le sarà costata l'esame. Quello che però ignorano i vari "Salomoni" che si credono "sìmpa", in particolare quelli che non hanno proseguito gli studi nelle Università, è che essere studenti non è affatto facile, in particolare se sei studente in una delle diverse diramazioni delle Scienze della Vita (quel calderone che racchiude Biologia, Medicina, Naturalistiche etc., non quella sorta di università fantoccia in cui si iscrivono quelli che hanno appena la terza media e fanno i navigati in ogni campo dello scibile umano). Questo perché può capitare di riaffrontare lo stesso argomento in corsi diversi, ma con ottiche diverse. E dunque rimettere in discussione ogni santa volta quello che hai studiato prima. Cosa che sarà alla base del processo scientifico, ma che viene applicato poco e nulla durante un esame, dove giustamente ti spinge più facilmente ad andare nel pallone.

E l'idea di venir bocciati per poi dover nuovamente studiare gli stessi argomenti per la stessa materia da ridare due/tre mesi dopo non aiuta certo alla stabilità mentale dello studente.

E il fatto di doversi laureare a tutti i costi in tempo che sennò sono soldi che volano dalla finestra, il voto finale che si abbassa ed altre cose che ci sentiamo o ci siamo sentiti dire molto spesso che rende ulteriormente più fragile l'emotività del/della ragazzo/a sotto torchio in quel momento.

E la DaD, per quanto necessaria al momento, complica ulteriormente le cose, in particolare se è un esame telematico dove può saltare la connessione a tradimento o può bastare distogliere lo sguardo per un nanosecondo dalla webcam per rendere nullo l'esame. Come accidenti dovrebbe reagire uno studente secondo voi?

Che poi, ci sarà sicuramente chi studia all'università e che avrà deriso la studentessa nel privato o sui social. Ma quanti strafalcioni di cui non sappiamo nulla avranno tirato ad un esame? E solo durante un esame? Sarò onesto, pure io ho la mia raccolta di sciocchezze dette ad in diversi esami, come quello di Biologia Marina dove alla prima domanda mi si chiedeva di descrivere le correnti marine del Mediterraneo. Per sbaglio ho preso una direzione che non era quella corretta e mi ha cacciato via senza pietà. O la figuraccia evitata all'esame di Ecofisiologia animale dove stato per dire che alcune specie di Hymenoptera (api, vespe e bombi per intenderci) avevano i peli (non è corretto per loro chiamarli così).  Avreste dovuto vedere poi gli scripts su R per l'esame di Progettazione ed Analisi di Monitoraggio. Il prof. non lo ammetterà mai, ma secondo me ha avuto gli incubi per come li ho scritti. Ci sarebbero poi le mie diverse interrogazioni alle superiori, ma potrei farci un libro visto il numero più che cospicuo. Che volete farci, non sono mai stato bravo a gestire l'ansia durante un esame.

In parte ci sono passato anche io in una situazione del genere. Solo in minima parte, dato che ho avuto la fortuna di dover dare solo un ultimo esame (vabbè, contiamo anche l'altro come esame, va...) per via telematica, così come anche la laurea. So che non è facile, so che è alienante, so che non è bello. Ed è per questo che mi sono sentito male a vedere una scena del genere. E spero vivamente che sia l'ultima volta che in rete circoli un video del genere (lo so, speranza vana), dato che è l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno ora in questo periodo.

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